Monasterio de la Cartuja.Centro Andaluz de Arte Contemporaneo

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Il suo vero nome è “Monasterio di Santa María de las Cuevas”. Già in epoca almohade, questi terreni furono utilizzati dai vasai per collocarvi forni di cottura, approfittando dell’argilla che estraevano nelle vicinanze del fiume tramite cave. In una di queste apparì un’immagine di una Vergine, che fu soprannominata “Santa María de las Cuevas”. Crearono un santuario per venerarla, ma la devozione del popolo fu talmente grande che il luogo andò ampliandosi fino a quando, nel 1400, si trasformò in un monastero.
Nel XIX secolo, precisamente nel 1840, un imprenditore inglese comprò il complesso per installarvi la sua celebre fabbrica di piastrelle e ceramiche, della quale possiamo vedere i caratteristici camini. Ancora oggi, la ceramica sivigliana è chiamata “cartuja”.
Siamo davanti ad uno dei luoghi più importanti della cultura sivigliana, un luogo con una spiccata componente educativa. I suoi storici muri sono spettatori della promozione allo studio e allo sviluppo dell’opera di artisti contemporanei internazionali fatta tramite seminari, concerti, laboratori, spettacoli, mostre temporanee, conferenze, cicli di proiezioni, ecc., oltre che attraverso la visita stessa al monumento.
Dobbiamo ricordare anche che questo spazio è strettamente legato alla storia della scoperta del Nuovo Mondo, dato che Cristoforo Colombo alloggiava in queste stanze quando si trovava a Siviglia e che i monaci certosini furono sostenitori del suo progetto. 
Vi invitiamo quindi a realizzare un emozionante viaggio nella storia attraverso questo centro che nasconde meravigliosi gioielli artistici e archeologici. Organizza inoltre attività per la famiglia per tutto l’anno, chiedete maggiori informazioni.
Una delle attività che si svolgono durante i mesi estivi è “Nocturama”, un programma di concerti e mostre che permette che lo si possa visitare di sera.
Cerchiamo al suo interno il monumento a Colombo. Accanto ad esso si trova l’enorme Phytolacca dioica che si dice sia stata piantata dallo stesso figlio dell’ammiraglio, Fernando Colombo.